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Gioco d’azzardo, ecco quanto spendono in media gli italiani

420 euro. È questa la cifra che viene spesa in media ogni anno da un italiano nel gioco d’azzardo. A dimostrarlo è stato uno studio realizzato dall’Associazione Avviso Pubblico, basato principalmente sui dati pubblicati dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Numeri che hanno permesso di tracciare una vera e proprio mappatura del gioco nel Belpaese. La spesa pro capite annuale, che è arrivata a toccare, per essere precisi, la quota di 419,44 euro, è stata calcolata considerando la popolazione attiva nel gioco d’azzardo, i giocatori occasionali, quelli abituali e i patologici. La spesa maggiore è stata fatta registrare negli apparecchi da intrattenimento e nelle videolottery. Infatti, in queste due tipologie di gioco sono stati sfiorati i 16 miliardi di euro. Una cifra davvero considerevole.

La provincia dove la spesa pro-capite è maggiore è Prato. Seguono Rovigo, Sondrio e Olbia-Tempio. Ci sono anche comuni italiani che tendono però ad andare controcorrente e dove la spesa del gioco d’azzardo è in costante calo: tra questi ci sono Cremona, Verbania, Aosta, Biella e Campobasso. La motivazione è, senza alcun dubbio, data da normative più restrittive sui giochi, che non sono invece state applicate nelle zone dove la spesa è più alta. Le limitazioni insomma sembrano funzionare e avere esito, come confermano anche i dati sui costi sociali del gioco d’azzardo problematico.

costi sociali complessivi sono stati riassunti da Slot Palace nella seguente tabella:

COSTI SANITARI: 60.167.264 euro.

COSTI DI DISOCCUPAZIONE O MANCATA PRODUTTIVITA: 1.535.790,17 euro.

COSTI SUICIDI O ROTTURE FAMILIARI: 310.775.688 euro.

COSTI PROBLEMI LEGALI: 813.485.852 euro.

COSTO STIMATO PER CIASCUN GIOCATORE: 2.211 euro.

I risultati della ricerca portano alla conclusione che, in passato, i costi sociali del gioco d’azzardo sono stati sopravvalutati.

È evidente come, nella graduatoria in questione, ci sia una predominanza delle città del Centro-Nord. C’è però un aspetto di cui non si può non tenere conto ed è quello del gioco sommerso. Quest’ultimo è presente soprattutto al Sud. Le infiltrazioni della criminalità organizzata puntano anche a un settore florido come quello del gioco d’azzardo.

La criminalità organizzata continua a gestire le bische clandestine, tradizionali o di nuova generazione, caratterizzate non più da sudicie carte da gioco o da consunte cartelle per le estrazioni, bensì da moderni computer connessi ad internet per la fruizione dei casinò on line, a organizzare il toto nero o il lotto clandestino”, ha dichiarato Giovanni Russo, Procuratore aggiunto della Direzione Nazionale Antimafia. Insomma, i pericoli e i rischi sono sempre dietro l’angolo.

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